Dal girasole un'alternativa ecologica a lubrificanti
usati nell'industria tessile e conciaria
Gli olii minerali e i tensioattivi attualmente usati nel mondo industriale sono una fonte di grave inquinamento dell'aria e delle acque di superficie e rappresentano un rischio potenziale per la salute degli addetti alla produzione.
Si tratta infatti di lubrificanti (in genere del tipo alchil-benzeni) caratterizzati da lentissima biodegradabilità e da alto rischio allergenico, in molti casi miscelati con tensioattivi ancora più nocivi come i nonilfenoli. Questi prodotti sono ampiamente utilizzati anche in due settori forti dell'economia toscana quali l'industria tessile (olii di filatura) e l'industria conciaria determinando notevoli problemi per la qualità dell'aria* e delle acque superficiali del Pratese e del distretto di Santa Croce. In questi ultimi anni sono stati individuati nuovi olii** e tensioattivi di origine vegetale caratterizzati da un'elevata biodegradabilità, da una bassa tossicità nei confronti dell'uomo e dalle ottime proprietà lubrificanti.
Il loro impiego potrebbe pertanto contribuire a limitare l'impatto ambientale di due tipiche filiere produttive toscane quali l'industria tessile e quella conciaria. La produzione di oleanti vegetali potrebbe avere inoltre significative ricadute sull'agricoltura toscana, rappresentando un'alternativa alle tradizionali colture oleaginose ad uso alimentare gravemente penalizzate dall'entrata in vigore della nuova PAC 'Agenda 2006'.
*Gli alchil-benzeni sono responsabili del peggioramento della qualità dell'aria, in quanto estremamente volatili e pertanto con ampia dispersione ambientale come ad esempio nella fase di asciugatura delle industrie tessili.
**Sono stati avviati contatti con diverse ASL Toscane che svolgeranno una valutazione preliminare degli aspetti tossicologici dei nuovi formulari. |